Storia del Club RCD Espanyol

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Dati del RCD Espanyol  Fondazione: 28 ottobre 1900 Soci: 25.537 Presidente: Chen Yansheng Palmares: 4 Coppe di Spagna  1 campionato di Seconda Divisione spagnola


Il Real Club Deportivo Espanyol, S.A.D. (Reial Club Deportiu Espanyol de Barcelona, S.A.D., in catalano) è una squadra di calcio della prima divisione spagnola della stessa città del FC Barcelona. Fu fondato nel mese di ottobre del 1900 ed ha già raggiunto 116 anni di storia. Gioca le sue partite casalinghe al RCDE Stadium, che si trova in mezzo tra i municipi barcellonesi di Cornellà ed El Prat de Llobregat. Si allena alla Ciudad Deportiva Dani Jarque, che porta il nome del compianto difensore, scomparso nel 2009. L’Espanyol ha diversi soprannomi che fanno riferimento sia ai suoi giocatori e tecnici che ai tifosi: «periquitos» (pappagallini), «pericos» o «blanquiazules» (biancazzurri) sono alcuni di questi nomi. Nella stagione 2015-2016 la squadra ha finito il campionato al tredicesimo posto nella Liga spagnola BBVA. L’allenatore della formazione biancazzurra è Quique Sánchez Flores ed il suo presidente è Chen Yansheng.


Storia del RCD Espanyol

La squadra oggi nota come Real Club Deportivo Español nacque nel 1900, con il nome di Sociedad Española de Foot-ball. I suoi fondatori furono Ángel Rodríguez Ruiz, Octavio Aballí, Luis Roca e Joaquín Carril. Ángel Rodríguez fu il primo presidente e Joaquín divenne il primo capitano. Fu deciso un nome che non facesse particolare riferimento geografico, poichè l’obiettivo era quello di accettare tutti i giocatori nazionali che volessero praticare questo sport e non potevano farlo in altre squadre perchè non erano catalani o stranieri (storicamente i primi club spagnoli erano formati soprattutto da giocatori stranieri).

RCD Espanyol 1904Presto si aggregarono molti giocatori catalani, baschi ed andalusí dando così alla squadra un’aria più spagnola. La divisa era fatta da maglia e calzoncini gialli, con calzettoni neri. Disputarono le prime partite praticamente senza avere fatto nessuna preparazione fisica e con una formazione in cui figuravano Rafael Balmes, Telesforo Álvarez, Aballí, Carril, Luciano Lizarraga, Enrique Montells, Joaquín Sánchez, Ángel Ruiz,  Gaspar Munner, Ángel Rodríguez e Ángel Ponz.

Prime partite e successi

Dopo pochi mesi, la Sociedad Española de Foot-ball cambiò il suo nome a Club Español de Foot-ball. Il cambio di nome comportò anche un cambio di divisa; passarono ad indossare maglia bianca e calzoncini e calzettoni blu. A quei tempi il Club Español de Foot-ball aveva già alle sue spalle diverse vittorie e sconfitte ed aveva già disputato un mitico derbi barcellonese contro il Barça, oltre a diverse partite nella Medalla Federación Gimnástica Española e nella competizione oggi nota come Copa del Rey. Aveva anche vinto la Copa Macaya nella sua ultima edizione, essendo anche stato vicecampione nella Copa Barcelona.
 
Ciò nonostante, il bel ciclo di risultati ottenuto nella sua corta storia iniziale fu interrotto a causa della fine della attività dal 1906 fino al 1910. Molti giocatori andarono all’estero per proseguire i loro studi (la magior parte erano studenti universitari), lasciando così la squadra senza abbastanza giocatori. Nel 1909 alcuni emigrati tornarono per unirsi ai pochi che erano rimasti in Spagna e militavano nel Football Club X. Fu allora quando la società divenne polisportiva con l’inserimento di alcune discipline come la scherma o la boxe. La squadra, con nuove energie, cambiò di nuovo il suo nome a Club Deportivo Español ed anche la divisa, con le striscie biancazzurre che oggi sono il símbolo di distinzione del club.
 
Otto anni dopo aver vinto il primo titolo, questa squadra conquistò il suo secondo Campionato della Catalogna. Questo fatto accadeva in coincidenza con la concessione da parte di Alfonso XIII del titolo di «Real», pasando così a prendere il nome di Real Club Deportivo Español. Nel 1915, l’Espanyol andava a fare la sua prima tournee in Portogallo, disputando alcune partite contro lo Sport Lisboa ed il Benfica. L’obiettivo era quello di promuovere la sua immagine all’estero dopo la fama per i titoli conquistati; il RCD Espanyol aveva infatti vinto di nuovo la Copa Barcelona e la sua seconda Copa del Rey.

Il RCD Espanyol diventa protagonista in Spagna

RCD Espanyol 80sNel 1920, l’Espanyol era già il secondo club più laureato della Catalogna dopo il FC Barcelona, avendo vinto i titoli regionali del 1904, 1912, 1915 e 1918. Nel 1923 fissava la sua sede nello Stadio di Sarrià, che diventò casa sua fino al 1997. Questo decenio fu segnato da grandi vittorie contro squadre nazionali ed internazionali. Questi successi lo portarono ad essere una delle prime 10 squadre che disputarono la prima Liga spagnola. Inoltre, Pitus Prat, giocatore di quella squadra, divenne il primo goleador del campionato. 
 
La Guerra Civile spagnola lasciò un duro segno nella struttura della società, che ebbe un calo importante sia a livello di soci che di giocatori. A quei tempi la squadra disputò la Coppa di España Libre e la Liga Mediterránea de Fútbol, ottenendo il terzo ed il secondo posto rispettivamente. Nel dopoguerra vinse la Coppa di Spagna (detta Copa del Generalísimo) e perse la Coppa dei Campioni di Spagna (ora nota come Supercoppa di Spagna).

Alfredo di Stefano e Ladislao Kubala, acquisti dell’Espanyol

Negli anni 60 l’Espanyol va in tournee negli Stati Uniti ed in Canada, per prendere parte al torneo americano di Nueva York. I suoi buoni risultati iniziali però non lo portarono alla salvezza a causa di una serie negativa che lo portò in basso alla classifica. Nella stagione 1961-62 i risultati negativi della squadra lo portarono alla retrocessione in seconda Divisione, sebbene la stagione successiva riuscì a tornare in prima. Pochi anni dopo arrivarono grandi acquisti come Alfredo di Stefano e Ladislao Kubala. Nel 1966 si crea il famoso attacco formato da Amas, Marcial, Cayetano Re, Rodilla, José María e Miralles; sei giocatori noti come «i 5 delfini».
Gli anni 70 iniziarono con con la tournee in Unione Sovietica, cercando di fare crescere la sua fama internazionale. Dopo avere partecipato in diverse edizioni della Coppa Fiere (ora Europa League), la squadra andò in Estremo Oriente in una tournee a Tokio e Manila in cui ebbe successo. Nel 1978 morì a Barcellona Ricardo Zamora, portiere ed uno dei campioni più noti e prestigiosi nella storia del calcio spagnolo. D’altra parte Rafael Marañón raggiungeva la cifra di 111 gol segnati, diventando così il giocatore che aveva segnato più gol nella storia del club. Alcuni anni più tardi questo primato fu superato da Raúl Tamudo, un altro noto campione di questa squadra.

Copa del Rey e Finali della UEFA Europa League

Gli anni 80 e 90 furono segnati da risultati e classifiche irregolari, comprese due retrocessioni in Seconda Divisione aggravate da una difficile situazione economica della società. In questo periodo c’erano giocatori come Tintín Márquez, Ernesto Valverde o Pichi Alonso. Nel 1995 prese il nome attuale, aggiungendo anche alla fine «de Barcelona» dopo le sigle Real Club Deportivo Espanyol. I problemi finanziari dell’Espanyol portarono i dirigenti a vendere lo stadio di Sarrià, dove fu disputata l’ultima partita nel 1997. Da allora fino alla inaugurazione del RCDE Stadium, la squadra giocò allo stadio Olimpico di Montjuic.
 
La terza Coppa del Re fu vinta nella stagione 1999-2000 con Paco Flores come allenatore. A partire dall’anno 2000 la squadra si stabilizza in media classifica nella Liga, tranne le stagioni 2002-03 e 2005-06 in cui fu sfiorata la retrocessione e la stagione 2004-05, in cui si andò vicino a un posto per la UEFA Champions League. Nel 2006 con il tecnico Miguel Ángel Lotina la squadra vince la quarta Coppa del Re. Dopo avere disputato per alcune stagioni la Coppa UEFA, nel 2006 la squadra arrivò in finale perdendo però ai calci di rigore contro il Sevilla FC.

Raúl Tamudo, Iván de la Peña, Luis García
L’espressione «los 3 tiburones» faceva riferimento a Raúl Tamudo, Iván de la Peña e Luis García, tre giocatori di alto livello che hanno dato tutto per la maglia dei “pericos”. Uno dei gol più ricordati fu proprio quello segnato da Tamudo contro il FC Barcelona nell’ultimo minuto della partita che significò la perdita dello scudetto per il Barça.

Nuovo stadio “perico”

Dopo dodici stagioni disputate allo stadio Olimpico di Montjuic, l’Espanyol si trasferì nel 2009 alla sua nuova sede, lo stadio di Cornellà-El Prat. La buona notizia del nuovo stadio però passò in secondo piano a causa della scomparsa del capitano Dani Jarque, in una tournee della squadra in Italia. Oggi si rende omaggio a questa icona biancazzurra nel minuto 21 di ogni partita, in ricordo al numero della sua maglia.
 
A partire dalla stagione 2008-2009, l’Espanyol iniziò un progetto ispirato nella promozione dei  giocatori del suo vivaio e nella austerità economica. Durante diverse stagioni si è lottato per non retrocedere e con gli allenatori Mauricio Pochettino, Javier Aguirre e Sergio González è stato raggiunto l’obiettivo. Nel 2015 è arrivato in panchina Constantin Gâlcă, ex giocatore di casa. Quell’anno ci sono stati cambi paralleli nella dirigenza. Chen Yangsen è diventato il presidente, avendo acquistato un pacchetto di azioni del club superiore al 50%. Ciò gli ha permesso di prendere in mano il controllo della squadra e di risanare il bilancio.

 


Dati dello stadio RCDE Stadium

Dati dello stadio RCDE Stadium

Il RCDE Stadium fu inaugurato nell’estate del 2009. È qualificato dalla UEFA come uno stadio di categoria 4 stelle e possiede una capacità di 40.500 spettatori. Dei 182.000 metri quadrati dei suoi impianti, 36.000 sono destinati a uso sportivo. L’erba è naturale ed ha una dimensione di 105x68 metri. Questo stadio si divide in due parti, le gradinate ed un anello che le circonda. I fondi dello stadio portano il nome di Gol Prat e Gol Cornellà; questi nomi vegono dati in base alla situazione del RCDE Stadium, che si trova in mezzo tra le località di Cornellà ed El Prat de Llobregat.
 
Il RCDE Stadium ha anche un centro commerciale attaccato, 27 bar, un parcheggio con 3.278 posti macchina disponibili ed ampie comodità per la stampa e la radio, tra gli altri. Questo stadio è stato adattato alle necessità delle persone disabili ed ha anche un certificato di efficienza energetica.

 

Storia del RCDE Stadium

Dopo la vendita obbligata dello stadio di Sarrià, l’Espanyol rimase senza tempio per i suoi tifosi dove disputare le sue gare casalinghe. Dopo avere giocato per un decennio allo stadio Olimpico di Montjuic, i biancazzurri si trasferirono allo stadio Cornellà-El Prat nel 2009. Questo stadio ha tardato sei anni per essere costruito ed è costato circa 95 milioni di euro. La partita che servì ad inaugurare il campo finì con una vittoria dell’Espanyol sul Liverpool FC per 3-0. Fu la prima partita come capitano di Dani Jarque, che poi tristemente fu anche l’ultima. Dalla sua scomparsa avvenuta in Italia la porta di accesso allo stadio numero 21 prese il nome di Dani Jarque.

Il RCDE Stadium fu premiato nel 2010 con lo Stadium Business Award, un premio che gli diede il titolo di migliore stadio mondiale di quell’anno. Nel 2014 a causa di un accordo di sponsorizzazione, il RCDE Stadium prese il nome di Power8 Stadium, l’accordo era fino al 2015. Poi però questo marchio finì in mezzo a diversi scandali con truffe, per cui il contratto fu estinto. Da allora il RCDE Stadium mantiene questo nome in cerca dell’appoggio di un nuovo sponsor.